Stati di Coscienza (Rilegato a Colori)

43,00

Un detective delle neuroscienze entra sulla scena di un crimine apparentemente impossibile. La vittima è una delle convinzioni più radicate della cultura occidentale: l’idea che esista una sola coscienza, continua, unitaria e identica a sé stessa. Gli indizi sono sparsi ovunque: nei sogni che ci trasportano in mondi impossibili, nella meditazione che silenzia il dialogo interiore, nello stato di flusso degli artisti e degli atleti, nell’anestesia che cancella il ricordo ma non sempre l’esperienza, nei pazienti in coma che talvolta sembrano assenti eppure conservano tracce nascoste di consapevolezza. Seguendo le tracce lasciate dalle neuroscienze moderne, Beppe Rocca e Giulia Garaffo conducono il lettore attraverso una straordinaria indagine che attraversa filosofia, neurologia, anestesiologia, psicologia, teoria dei sistemi dinamici e neuroscienze computazionali. Il sospettato principale è il mito cartesiano della coscienza unica. A deporre contro di lui sono la Default Mode Network e la Task Positive Network, il sonno REM e NREM, il sogno lucido, la creatività improvvisa, la meditazione, il coma, lo stato vegetativo e la locked-in syndrome. Come Sherlock Holmes che ricostruisce un delitto da dettagli apparentemente insignificanti, gli autori mostrano come il cervello non sia una macchina che accende o spegne la coscienza con un interruttore, ma un sistema dinamico capace di abitare molteplici stati qualitativamente differenti. Non esiste una scala unica che va dal meno cosciente al più cosciente: esistono configurazioni neurali diverse, veri e propri paesaggi mentali con regole proprie, proprietà emergenti e differenti rapporti con il mondo esterno. Dalla teoria del population coding alla geometria degli attrattori cerebrali, dalle intuizioni di Eraclito alle più recenti teorie dell’informazione integrata, il libro costruisce una nuova visione della mente umana: non una sostanza immutabile, ma una costellazione di stati in continua trasformazione. Una prospettiva che cambia il modo di interpretare la coscienza, la malattia mentale, il sonno, la creatività, l’identità personale e persino il significato della vita e della morte. Più che un libro di neuroscienze, è un’indagine sul mistero più vicino e più sfuggente che conosciamo: l’esperienza di essere vivi. Un viaggio intellettuale che costringe il lettore a mettere in discussione ciò che credeva di sapere sulla propria mente e a scoprire che, forse, non esiste una sola coscienza, ma un’intera galleria di mondi interiori che attendono di essere esplorati.

 

Un detective delle neuroscienze entra sulla scena di un crimine apparentemente impossibile. La vittima è una delle convinzioni più radicate della cultura occidentale: l’idea che esista una sola coscienza, continua, unitaria e identica a sé stessa. Gli indizi sono sparsi ovunque: nei sogni che ci trasportano in mondi impossibili, nella meditazione che silenzia il dialogo interiore, nello stato di flusso degli artisti e degli atleti, nell’anestesia che cancella il ricordo ma non sempre l’esperienza, nei pazienti in coma che talvolta sembrano assenti eppure conservano tracce nascoste di consapevolezza. Seguendo le tracce lasciate dalle neuroscienze moderne, Beppe Rocca e Giulia Garaffo conducono il lettore attraverso una straordinaria indagine che attraversa filosofia, neurologia, anestesiologia, psicologia, teoria dei sistemi dinamici e neuroscienze computazionali. Il sospettato principale è il mito cartesiano della coscienza unica. A deporre contro di lui sono la Default Mode Network e la Task Positive Network, il sonno REM e NREM, il sogno lucido, la creatività improvvisa, la meditazione, il coma, lo stato vegetativo e la locked-in syndrome. Come Sherlock Holmes che ricostruisce un delitto da dettagli apparentemente insignificanti, gli autori mostrano come il cervello non sia una macchina che accende o spegne la coscienza con un interruttore, ma un sistema dinamico capace di abitare molteplici stati qualitativamente differenti. Non esiste una scala unica che va dal meno cosciente al più cosciente: esistono configurazioni neurali diverse, veri e propri paesaggi mentali con regole proprie, proprietà emergenti e differenti rapporti con il mondo esterno. Dalla teoria del population coding alla geometria degli attrattori cerebrali, dalle intuizioni di Eraclito alle più recenti teorie dell’informazione integrata, il libro costruisce una nuova visione della mente umana: non una sostanza immutabile, ma una costellazione di stati in continua trasformazione. Una prospettiva che cambia il modo di interpretare la coscienza, la malattia mentale, il sonno, la creatività, l’identità personale e persino il significato della vita e della morte. Più che un libro di neuroscienze, è un’indagine sul mistero più vicino e più sfuggente che conosciamo: l’esperienza di essere vivi. Un viaggio intellettuale che costringe il lettore a mettere in discussione ciò che credeva di sapere sulla propria mente e a scoprire che, forse, non esiste una sola coscienza, ma un’intera galleria di mondi interiori che attendono di essere esplorati.

 

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