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C’è un momento, nella vita di ogni essere umano, in cui si accorge di essere prigioniero.
Non di mura, non di sbarre ma di narrazioni. Tentativi di Evasione è un’indagine. Non è un saggio tradizionale, non è un manuale di crescita personale. È una detective story esistenziale. Il caso? La nostra identità. Il sospetto? Che molte delle nostre scelte non siano davvero nostre. Chi ci ha anestetizzati? Quando abbiamo smesso di vedere? Perché continuiamo a ripetere copioni che non ricordiamo di aver scritto? Attraverso un percorso serrato tra neuroscienze, filosofia, clinica e autobiografia culturale, questo libro scava nei meccanismi invisibili delle anestesie contemporanee: l’iperconnessione, la performance, la tecnica, il controllo. Non sono nemici dichiarati. Sono sedativi eleganti. Ci promettono efficienza, ci consegnano torpore. Ogni capitolo è un interrogatorio. Ogni concetto è una pista. Ogni immagine è una scena del crimine.
Il lettore viene accompagnato dentro le proprie metamorfosi formative: quelle esperienze che ci hanno modellati senza che ce ne accorgessimo. La scuola, il lavoro, il successo, il fallimento, l’educazione sentimentale, il rapporto con il corpo. Tutto diventa materiale d’indagine. Ma qui non si cerca un colpevole. Si cerca un varco. Perché l’evasione non è fuga: è assunzione di responsabilità. Responsabilità di vedere. Responsabilità di scegliere. Responsabilità di non delegare la propria coscienza a sistemi automatici sociali, culturali e tecnologici. Il cuore del libro pulsa in una domanda radicale: È ancora possibile una libertà non anestetizzata? Con uno stile teso, lucido, a tratti quasi clinico, gli autori costruiscono un viaggio che intreccia mito e modernità, Dioniso e algoritmo, formazione e deformazione, disciplina e desiderio. Ogni pagina avanza come un’indagine forense sull’anima contemporanea. Non troverai ricette consolatorie. Troverai specchi. E forse, leggendo, ti accorgerai che l’evasione non avviene quando rompi le regole ma quando smetti di vivere in automatico. Questo libro non ti promette salvezza. Ti chiede presenza. Se senti che qualcosa nella tua vita funziona, ma non vibra; se percepisci che stai recitando una parte ben costruita ma non pienamente tua; se intuisci che dietro le prestazioni e le definizioni c’è una zona più autentica che chiede spazio allora sei già dentro l’indagine. Tentativi di Evasione non è una lettura comoda: è una esperienza di risveglio. E ogni risveglio è una scelta.
C’è un momento, nella vita di ogni essere umano, in cui si accorge di essere prigioniero.
Non di mura, non di sbarre ma di narrazioni. Tentativi di Evasione è un’indagine. Non è un saggio tradizionale, non è un manuale di crescita personale. È una detective story esistenziale. Il caso? La nostra identità. Il sospetto? Che molte delle nostre scelte non siano davvero nostre. Chi ci ha anestetizzati? Quando abbiamo smesso di vedere? Perché continuiamo a ripetere copioni che non ricordiamo di aver scritto? Attraverso un percorso serrato tra neuroscienze, filosofia, clinica e autobiografia culturale, questo libro scava nei meccanismi invisibili delle anestesie contemporanee: l’iperconnessione, la performance, la tecnica, il controllo. Non sono nemici dichiarati. Sono sedativi eleganti. Ci promettono efficienza, ci consegnano torpore. Ogni capitolo è un interrogatorio. Ogni concetto è una pista. Ogni immagine è una scena del crimine.
Il lettore viene accompagnato dentro le proprie metamorfosi formative: quelle esperienze che ci hanno modellati senza che ce ne accorgessimo. La scuola, il lavoro, il successo, il fallimento, l’educazione sentimentale, il rapporto con il corpo. Tutto diventa materiale d’indagine. Ma qui non si cerca un colpevole. Si cerca un varco. Perché l’evasione non è fuga: è assunzione di responsabilità. Responsabilità di vedere. Responsabilità di scegliere. Responsabilità di non delegare la propria coscienza a sistemi automatici sociali, culturali e tecnologici. Il cuore del libro pulsa in una domanda radicale: È ancora possibile una libertà non anestetizzata? Con uno stile teso, lucido, a tratti quasi clinico, gli autori costruiscono un viaggio che intreccia mito e modernità, Dioniso e algoritmo, formazione e deformazione, disciplina e desiderio. Ogni pagina avanza come un’indagine forense sull’anima contemporanea. Non troverai ricette consolatorie. Troverai specchi. E forse, leggendo, ti accorgerai che l’evasione non avviene quando rompi le regole ma quando smetti di vivere in automatico. Questo libro non ti promette salvezza. Ti chiede presenza. Se senti che qualcosa nella tua vita funziona, ma non vibra; se percepisci che stai recitando una parte ben costruita ma non pienamente tua; se intuisci che dietro le prestazioni e le definizioni c’è una zona più autentica che chiede spazio allora sei già dentro l’indagine. Tentativi di Evasione non è una lettura comoda: è una esperienza di risveglio. E ogni risveglio è una scelta.
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