L’Enigma dell’Individualità (brochure)

Il prezzo originale era: 29,00€.Il prezzo attuale è: 23,00€.

Perché due persone che hanno ricevuto la stessa educazione, affrontano la stessa malattia o attraversano la stessa crisi possono sentire, pensare e agire in modi radicalmente diversi? È da questa scena, insieme quotidiana e misteriosa, che prende avvio la detective story. Il libro segue le tracce dell’enigma dell’individualità: non chiede soltanto quanto siamo intelligenti, razionali o informati, ma indaga come ciascuno costruisce la propria esperienza, seleziona ciò che conta, interpreta i segnali del corpo e trasforma il passato in aspettative per il futuro. L’indagine attraversa la storia delle idee come una vera scena del crimine. Dalla tradizione razionalista di Platone, che privilegia modelli universali e la ragione astratta, alla tradizione empirista, che cerca nei dati osservabili il criterio della conoscenza, il lettore scopre due grandi strategie che hanno plasmato la medicina, la psicologia e il modo stesso di guardare le persone. Entrambe hanno prodotto strumenti formidabili; entrambe, quando pretendono di spiegare tutto da sole, rischiano di perdere ciò che più conta: il caso singolare, il sapere incarnato, la storia concreta di chi abbiamo davanti. Il libro propone allora una mappa più ambiziosa. Fenomeni inconsci, stati di coscienza, memoria, emozioni, apprendimento, linguaggio e funzioni cognitive non vengono descritti come compartimenti separati, ma come livelli di un sistema vivente nidificato, dinamico e in dialogo continuo con il corpo e con l’ambiente. Dalla biologia molecolare alla cellula, dai riflessi e dai sistemi motivazionali primari fino alla Default Mode Network, ogni livello contribuisce alla nostra maniera irripetibile di percepire, scegliere, ricordare e dare un senso a ciò che accade. Questa prospettiva ha conseguenze decisive per la prevenzione e la terapia. Non basta identificare una diagnosi o applicare un protocollo medio: occorre interrogarsi su quale configurazione di abitudini, aspettative, ritmi biologici, vulnerabilità, risorse e relazioni stia mantenendo un problema oppure possa sostenere un cambiamento. La buona cura non rinuncia alle evidenze né all’uso rigoroso della scienza; le restituisce però al loro compito più difficile: orientare decisioni proporzionate a una persona reale, non a un paziente astratto e all’uomo medio di Quetelet. Ecco un libro per chi non si accontenta delle etichette facili: è rivolto a medici, professionisti della salute, studenti e lettori curiosi che desiderano comprendere perché lo stesso intervento può avere effetti diversi in persone diverse e perché la prevenzione più efficace non è una lista di precetti, ma un’arte investigativa: osservare, formulare ipotesi, riconoscere pattern, correggere gli errori e costruire, passo dopo passo, una strategia di cura che possa davvero essere abitata da chi la riceve. Un sintomo, una ricaduta, una difficoltà a cambiare abitudini o una risposta inattesa a un trattamento non sono mai soltanto rumore da eliminare. Possono essere tracce di una storia biologica e personale che chiede di essere letta meglio

CONCETTI CHIAVE

  • L’enigma dell’individualità: non esistono soltanto differenze quantitative, ma modi diversi di conoscere, sentire e agire.
  • La critica dei riduzionismi: ragione astratta, dati osservabili e categorie diagnostiche sono indispensabili, ma non esauriscono la persona.
  • Il cervello come sistema complesso: corpo, emozioni, memoria, linguaggio e coscienza operano attraverso livelli connessi in senso bottom-up e top-down.
  • Dalla malattia alla configurazione: prevenzione e terapia richiedono una lettura integrata di storia, ambiente, ritmi, risorse e vulnerabilità individuali.
  • La cura come indagine: il professionista non applica soltanto protocolli, ma costruisce e verifica ipotesi nel confronto con il caso concreto.

 

Perché due persone che hanno ricevuto la stessa educazione, affrontano la stessa malattia o attraversano la stessa crisi possono sentire, pensare e agire in modi radicalmente diversi? È da questa scena, insieme quotidiana e misteriosa, che prende avvio la detective story. Il libro segue le tracce dell’enigma dell’individualità: non chiede soltanto quanto siamo intelligenti, razionali o informati, ma indaga come ciascuno costruisce la propria esperienza, seleziona ciò che conta, interpreta i segnali del corpo e trasforma il passato in aspettative per il futuro. L’indagine attraversa la storia delle idee come una vera scena del crimine. Dalla tradizione razionalista di Platone, che privilegia modelli universali e la ragione astratta, alla tradizione empirista, che cerca nei dati osservabili il criterio della conoscenza, il lettore scopre due grandi strategie che hanno plasmato la medicina, la psicologia e il modo stesso di guardare le persone. Entrambe hanno prodotto strumenti formidabili; entrambe, quando pretendono di spiegare tutto da sole, rischiano di perdere ciò che più conta: il caso singolare, il sapere incarnato, la storia concreta di chi abbiamo davanti. Il libro propone allora una mappa più ambiziosa. Fenomeni inconsci, stati di coscienza, memoria, emozioni, apprendimento, linguaggio e funzioni cognitive non vengono descritti come compartimenti separati, ma come livelli di un sistema vivente nidificato, dinamico e in dialogo continuo con il corpo e con l’ambiente. Dalla biologia molecolare alla cellula, dai riflessi e dai sistemi motivazionali primari fino alla Default Mode Network, ogni livello contribuisce alla nostra maniera irripetibile di percepire, scegliere, ricordare e dare un senso a ciò che accade. Questa prospettiva ha conseguenze decisive per la prevenzione e la terapia. Non basta identificare una diagnosi o applicare un protocollo medio: occorre interrogarsi su quale configurazione di abitudini, aspettative, ritmi biologici, vulnerabilità, risorse e relazioni stia mantenendo un problema oppure possa sostenere un cambiamento. La buona cura non rinuncia alle evidenze né all’uso rigoroso della scienza; le restituisce però al loro compito più difficile: orientare decisioni proporzionate a una persona reale, non a un paziente astratto e all’uomo medio di Quetelet. Ecco un libro per chi non si accontenta delle etichette facili: è rivolto a medici, professionisti della salute, studenti e lettori curiosi che desiderano comprendere perché lo stesso intervento può avere effetti diversi in persone diverse e perché la prevenzione più efficace non è una lista di precetti, ma un’arte investigativa: osservare, formulare ipotesi, riconoscere pattern, correggere gli errori e costruire, passo dopo passo, una strategia di cura che possa davvero essere abitata da chi la riceve. Un sintomo, una ricaduta, una difficoltà a cambiare abitudini o una risposta inattesa a un trattamento non sono mai soltanto rumore da eliminare. Possono essere tracce di una storia biologica e personale che chiede di essere letta meglio

CONCETTI CHIAVE

  • L’enigma dell’individualità: non esistono soltanto differenze quantitative, ma modi diversi di conoscere, sentire e agire.
  • La critica dei riduzionismi: ragione astratta, dati osservabili e categorie diagnostiche sono indispensabili, ma non esauriscono la persona.
  • Il cervello come sistema complesso: corpo, emozioni, memoria, linguaggio e coscienza operano attraverso livelli connessi in senso bottom-up e top-down.
  • Dalla malattia alla configurazione: prevenzione e terapia richiedono una lettura integrata di storia, ambiente, ritmi, risorse e vulnerabilità individuali.
  • La cura come indagine: il professionista non applica soltanto protocolli, ma costruisce e verifica ipotesi nel confronto con il caso concreto.

 

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