La riscoperta dei grassi di qualità

Prima degli anni settanta

Molti antropologi prima degli anni Settanta si erano convinti che l’uomo è un animale vegetariano, come molte specie di proscimmie e scimmie

Si trattava di una convinzione accettata tacitamente da molti autori, ma non basata su verifiche empiriche.

Alcuni autori come la grande antropologa Leslie Aiello, ha definito l’ipotesi che l’uomo è un vegetariano, una forma di paleofantasy.[1]

Il cervello dell’uomo ha raggiunto le dimensioni attuali solo perché nel Paleolitico era un onnivoro con spiccata predilezione per carne e grassi animali di qualità.

Dopo gli anni settanta

A Partire dagli anni 1970, con la nascita della nuova disciplina dell’Antropologia Fisica [2], gli antropologi hanno iniziato a studiare il modello nutrizionale degli Umanoidi e degli Ominidi con nuovi strumenti, in particolare:

  1. Isotopi del carbonio
  2. Analisi biochimiche dei fecalomi
  3. Analisi dei denti con microscopia elettronica

Negli stessi anni i geologi hanno scoperto che il pianeta terra è andato incontro a molti cicli di glaciazioni seguite da un violento riscaldamento del pianeta che ha modificato l’habitat umano dalle foreste tropicali alla savana.

L’uomo è sceso dagli alberi ed è passato al bipedismo, diventando un cacciatore e le donne delle raccoglitrici.

Le analisi della composizione della dieta dell’uomo Paleolitico (da Homo habilisHomo sapiens sapiens) con isotopi del carbonio ha dimostrato che:

  1. L’uomo, e molte scimmie non sono vegetariani
  2. Molte scimmie si nutrono di piccoli animali e di avanzidi cibo da altri predatori
  3. L’uomo è un onnivoro, con spiccata predilezione della carne e dei grassi animali di qualità
  4. Il tipo di composizione del cibo colloca l’uomo molto più vicino agli animali carnivori rispetto ai ruminanti o agli erbivori.

Figura 1 Il rapporto N15 / C13 nei resti alimentari dimostra che l’uomo è un onnivoro, con predilezione per la carne e uno stile nutrizionale che lo avvicina ai carnivori. [4]

Il passaggio a una dieta dominata dagli zuccheri (coltivazione dei cereali) ha avuto effetti negativi devastanti sulla salute, tanto che alcuni storici hanno coniato il termine malattie da civilizzazione[3]

Con la Rivoluzione Agricola del Neolitico e il passaggio a una dieta dominata da zuccheri (oltre 50% delle calorie totali), la statura (indice nutrizionale molto importante si ridusse di 10-20 cm, comparvero le prime epidemie di malattie infettive (la tubercolosi nelle mummie) e la durata della vita si ridusse da circa 40 a 20 anni. 

Figura 2 Riduzione della statura con una alimentazione dominata da carboidrati e povera di proteine e grassi animali di qualità

A partire dagli anni 1980, molti antropologi hanno riscoperto il valore e la sostenibilità per la salute del modello nutrizionale e dello stile di vita Paleolitico.

Studiando non più le scimmie degli zoo o delle riserve, come avevano fatto (giungendo a conclusioni errate) molti antropologi prima degli anni 1970, la nuova Antropologia Fisica ha inaugurato una serie di studi affascinanti su popolazioni isolare che ancora oggi vivono uno stile di vita molto simile all’uomo Paleolitico e hanno confermato che una dieta ricca di carne e grassi di qualità rappresenta il modello nutrizionale di molte tribù che godono di ottima salute, forza fisica, resistenza alle malattie e vivono molto a lungo. [5] 

Loren Cordain

Il collega medico e antropologo che senza dubbio ha contribuito a divulgare i risultati di queste ricerche e a ispirare l’applicazione dello stile nutrizionale Paleolitico per la prevenzione e la terapia di molte malattie oggi epidemiche nei paesi industrializzati è stato senza dubbio Loren Cordain, dell’Università di Denver nel Colorato.

Milioni di persone hanno letto i suoi libri e hanno adottato la Dieta Paleolitica come strumento per la prevenzione e la terapia di molte malattie.

Ma senza dubbio è stato l’articolo di Eaton e Konner sulla prestigiosa rivista New England Journal of Medicine del 1985 a mettere in dubbio per la prima volta le linee guida del governo americano e di istituzioni mediche prestigiose, che sostenevano il ruolo chiave degli zuccheri nell’alimentazione umana ottimalee demonizzavano le carni rosse manipolate industrialmente e i grassi.

Ancel Keys, USDA, Società di Cardiologia…

Negli stessi anni Ancel Keys e i cardiologi iniziavano la demonizzazione dei grassi saturi e del colesterolo. [6]

La crisi energetica degli anni 1970 portò il governo Nixon a sovvenzionare la coltivazione di cereali (mais e soia transgenica) per abbattere i costi del cibo senza aumentare i salari (il costo del cibo non dovrà più essere un problema).

Negli stessi anni i giapponesi scoprirono  come produrre enzimaticamente il fruttosio a partire dal mais ed è iniziata la sostituzione del saccarosio con fruttosio che ha creato l’industria multimiliardaria delle bevande zuccherate che oggi occupano un settore intero dei supermercati.

Ovviamente, già negli anni 1970, non tutti erano d’accordo con le linee guida ufficiali e soprattutto alcuni ricercatori scientifici aveva capito che le linee guida nutrizionali del governo americano (seguito a ruota da quello inglese, e poi dai paesi subalterni come l’Italia) non avevano una solida base scientifica, ma erano il risultato delle pressioni delle lobby agricole, dello zucchero e dell’industria alimentare e di personaggi molto estrosi e beneammanicati con il governo come Ancel Keys: Il Napoleone della nutrizione, come è stato definito!.

Mi limito ad elencare alcuni ricercatori e movimenti nutrizionali di enorme impatto che negli stessi anni hanno cominciato a metterci in guardia sulla pericolosità delle linee guida attuali che consigliano circa 50% delle calorie da zuccheri.

Ignoriamo, per semplicità la verdura, sul cui ruolo chiave e positivo tutti gli scienziati sono d’accordo.

Il vero scontro nella comunità scientifica è sugli zuccheri (cereali e zuccheri raffinati).

Gary Taubes

Negli stessi anni in cui Ancel Keys pubblicava  The Seven Country Study [7]in cui sosteneva che i grassi saturi della dieta sono la causa delle malattie cardiovascolari, altri autori hanno iniziato a scoprire la pericolosità per la salute dello stile alimentare consigliato dalle agenzie governative americane per i paesi industrializzati.

Non sto a ripetere qui le molteplici analisi che dimostrano la mancanza di basi scientifiche del lavoro di Keys e le basi politiche e ideologiche della teoria (errata) del ruolo causale dei grassi saturi e del colesterolo nelle malattie cardiovascolari che io e altri, molto più famosi di me, hanno già pubblicato. [8]

Per chi voglia approfondire i dettagli politici, le pressioni delle lobby, e la mancanza di basi scientifiche alle attuali linee guida mi permetto di consigliare la lettura di un giornalista investigativo americano, molto competente sulle vicende politiche e le scelte economiche del governo americano e i suoi libri che hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo. [9] 

Nelle sue pubblicazioni, Taubes ricostruisce la tormentata storia politica ed economica delle attuali linee guida e piramidi alimentari americane che vorrebbero convincerci che la dieta ottimale per l’uomo consiste del 45-50% di zuccheri.

Taubes sostiene, come gli antropologi che hanno studiato il Paleolitico, che si tratta di una ipotesi (l’ipotesi che i grassi e il colesterolo causano le malattie oggi epidemiche) diventata un mito grazie ai media e a interessi enormi, ma che non ha solide basi scientifiche.

In Pratica Ancel Keys e i nutrizionisti non hanno mai dimostrato che la dieta di tipo Paleolitico sia nociva alla salute, anche se hanno speso miliardi di dollari dei contribuenti per cercare di dimostrarlo

Taubes critica i politici-ricercatori americani accusandoli di aver speso male i soldi dei contribuenti: avrebbero dovuto spenderli per dimostrare che carne e grassi di qualità rappresentano i pilastri di una nutrizione sana e della prevenzione e non gli zuccheri!

Nel suo ultimo libro, documentatissimo (come tutti i suoi libri) e molto inquietante, del 2016, accusa la FDA di non aver verificato la potenziale pericolosità degli zuccheri e del fruttosio per la salute delle persone, come previsto dal suo statuto quando una sostanza è sospettata per essere nociva alla salute, nelle percentuali a cui è raccomandata.[10] 

Consiglio vivamente la lettura di questo libro a chiunque creda ancora che la carne e i grassi di qualità fanno male alla salute e che l’ipotesi dei grassi saturi e del colesterolo è una teoria scientifica e non il più grande errore scientifico e nutrizionale della storia.

I coniugi Price

Negli anni tra le due guerre, il collega medico e dentista Weston Price e la Moglie, dopo la morte dell’unico figlio malgrado il benessere economico, lo stile nutrizionale americano e le terapie alla Cleveland Clinic decisero di fare letteralmente il giro del mondoe verificare se veramente lo stile nutrizionale dei paesi industrializzati è il migliore per la salute.

Il loro libro Nutrition and Physical Degeneration documenta gli effetti devastanti dell’arrivo degli zuccheri raffinati e delle farine in popolazioni che in precedenza godevano ottima salute mangiando carni, formaggi e grassi di qualità. [11]  

John Judkin

Negli stessi anni in cui le linee guida rendevano ufficiale l’ipotesi di Ancel Keys, un biochimico inglese, John Judkin aveva interpretato i suoi dati e le sue ricerche in modo radicalmente opposto: la causa delle malattie oggi epidemiche nei paesi industrializzati non sono i grassi o la carne, ma gli zuccheri.

Sperando di riuscire a contrastare la diffusione dell’errore madornale di Keys e delle agenzie ufficiali, decise di divulgare il più possibile la tesi opposta: gli zuccheri sono il problema, pubblicando un libro nella serie economica dei Penguin e abbattendo il costo rinunciando ai diritti d’autore. 

Il titolo: Pure, White and Deadly. (puro, bianco e mortale, ovviamente lo zucchero) fu il risultato. [12]

Un libro brillante, ma pubblicato in un momento storico in cui il governo americano si muoveva in direzione opposta.

Gerald Reaven

Un alto grande scienziato, questa volta un endocrinologo-cardiologo si rese conto che l’eccesso di zuccheri, il sovrappeso e l’obesità viscerale erano presenti in una percentuale altissima dei malati che vedeva nel suo ambulatorio.

Gerald Reaven si rese conto che l’obesità viscerale, l’ipertensione arteriosa, l’aumento dei trigliceridi, la riduzione delle HDL sono spesso presenti assieme, nello stesso malato, è inventò il concetto di Sindrome Metabolica.

La causa di tutte queste malattie non è la carne o i grassi di qualità, ma gli zuccheri e in particolare un meccanismo patogenetico che ritengo una delle scoperte scientifiche più grandi del Ventesimo secolo: il concetto di resistenza insulinica.

Egli scoprì che il sodio e il glucosio utilizzano lo stesso trasportatore a livello intestinale e renale e che il pool del sodio è regolato dall’insulina.

In pratica si rese conto che il problema primario nella Sindrome Metabolica non sono i grassi ma un eccesso di zuccheri. [13]

Robert Atkins

Poi fu la volta del collega cardiologo Robert Atkins.

Era arrivato a pesare 140 Kg e avendo molto successo come cardiologo decise che era ora di finirla con l’obesità e di cambiare stile nutrizionale.

Provò la maggior parte delle diete più popolari negli anni settanta e consigliate ancora oggi da molti medici e cardiologi tradizionali.

Riusciva a perdere peso in modo spettacolare per alcuni mesi, riducendo i grassi e le calorie, poi rimbalzavaai valori inziali, spesso con qualche grammo in più.

Sperando di trovare qualche alternativa nella letteratura scientifica, si rese conto che dal 1850 al 1950 circa, i medici non consigliavano di ridurre i grassi e le calorie per perdere peso, ma di abbattere il consumo degli zuccheri.

Zuccheri zero, ecco la sua strategia.

Iniziò a perdere peso in caduta libera, e non li recuperò.

Ma frutta zero, zuccheri zero!

Niente di più lontano dalle linee guida ufficiali.

Comparve sulla copertina di Vogue, creò una fondazione, divenne miliardario.

Milioni di persone in America dall’oggi al domani abbandonarono le diete nutrizionali e le linee guida ufficiali e passarono allo stile Atkins, affini alle Diete Paleo per quanto riguarda l’ipotesi che il problema sono gli zuccheri e non la carne e i grassi.

I cardiologi, i nutrizionisti, le linee guida ufficiali, le riviste scientifiche ignorarono Atkins.

Negli anni 1970s è iniziato un fenomeno interessante: i giornalisti investigativi e i colleghi hanno utilizzato la pubblicazione di libri molto documentati e obiettivi, ma in un linguaggio non tecnico, per raggiungere una audience molto maggiore delle riviste mediche e scientifiche tradizionali.

A partire dall’inizio del nostro secolo (Ventunesimo secolo) molte delle scoperte più interessanti raggiungono milioni di persone attraverso  canali You Tube qualificati e i social media.

The times they are a changingcome canta Bob Dylan

Poi la grande svolta. Ancora una volta il New England Yournal of Medicinepubblica una serie di sperimentazioni in cui si confronta la dieta Atkins o sue varianti (abbattere gli zuccheri, ovviamente mangiando più grassi) con le diete ipocaloriche e basate sulla riduzione dei grassi tradizionali e emerge che gli zuccheri sono il problema. [14]

Robert Atkins si era buttato sull’applicazione pratica delle sue diete a milioni di persone e solo negli ultimi anni la sua fondazione decise di approfondire i fondamenti biochimici e metabolici del successo dell’abbattimento degli zuccheri per la prevenzione e la salute.

Westman, Phinney e Volek

Eric Westman, Stephen Phinney e Jeff Volek utilizzarono i finanziamenti della fondazione Atkins per studiare le ragioni della sua efficacia e riscoprirono un’altra tradizione nutrizionale del passato: le diete chetogeniche.

Essi scoprirono che diete Atkins e diete chetogeniche, aumentando le concentrazioni di chetoni nel sangue (soprattutto beta-idrossibutirrato) sono efficaci nelle epilessie refrattarie alle terapie convenzionali. [15]

Molti americani hanno cambiato radicalmente il loro modo di vedere i grassi e il colesterolo… ma le istituzioni mediche e governative non hanno modificato le loro linee guida e le riviste scientifiche ignorano che è iniziato un grande giro di boa

Nina Teicholz

Un’altra famosa giornalista investigativa scende in campo nel 2015 e analizza la mole crescente di articoli scientifici che smentiscono l’ipotesi di Ancel Keys e l’idea che i grassi saturi e il colesterolo sono la causa delle malattie cardiovascolari su cui si basano le linee guida delle associazioni mediche e del governo americano. [16]

Dal libro emerge che la teoria del grassi saturi e del colesterolo come causa delle malattie oggi epidemiche nei paesi industrializzati è forse, dopo la teoria dei quattro umori di Galeno, uno degli errori più clamorosi e devastanti nella storia della scienza medica e della nutrizione. 

Non c’è spazio, e non è questa la sede per analizzare le migliaia di pubblicazioni su PubMed che negano ogni scientificità alle linee guida ufficiali.

Le Linee Guida Ufficiali

Molti degli esperti e degli opinion leader consulenti governativi e delle associazioni professionali sono molto restii ad ammettere che si sono sbagliati. Mi sembra umanamente comprensibile ma scientificamente inaccettabile.

Sports and Exercise Nutrition

Proprio in questi giorni mi è capitato di leggere (tra le decine di libri e centinaia di articoli scientifici che leggo ogni settimana per la preparazione del Master di cui sono il responsabile scientifico), l’ultima edizione, recentissima e sempre molto aggiornata, di uno dei testi classici della nutrizione applicata alla Medicina dello Sport. [17]

Corro subito al capitolo dedicato al tipo di stile nutrizionale consigliato, e… sorpresa!

Hanno modificato radicalmente le loro posizioni rispetto all’edizione precedente (2014)!

Ecco che cosa scrivono:

Saturated Fat Re-Evaluated: The Desirable/Undesirable Debate Continues

Recent science on dietary saturated fat has moved in the opposite direction of current USDA recommendations. 

Scientists at Cambridge and Harvard evaluating the available evidence concluded that saturated fat intake does not cause heart disease even though it may moderately raise the “bad” LDL cholesterol. 

Another published meta-analysis arrived at the same conclusion. 

Such findings fly in the face of long-standing recommendations from the United States Department of agriculture (USDA), National Institutes of Health (NIH), and American Heart Association (AHA); these major, prestigious organizations have spent billions promoting that individuals should significantly reduce the high intake of saturated fats to combat a kaleidoscope of health risks. Could it be that limiting carbohydrate intake, particularly in highly processed forms, leads to greater health benefits, including weight control, than does reducing lipid intake? [18]

Grassi saturi rivalutati: il dibattito desiderabili / indesiderabili continua

La scienza recente sui grassi saturi alimentari si è mossa nella direzione opposta alle attuali raccomandazioni dell’USDA.

Gli scienziati di Cambridge e di Harvard, che hanno valutato le prove disponibili, hanno concluso che l’assunzione di grassi saturi non causa malattie cardiache, sebbene possa moderatamente aumentare il colesterolo LDL “cattivo”.

Un’altra meta-analisi pubblicata è arrivata alla stessa conclusione.

Tali scoperte vanno in direzione opposta rispetto alle raccomandazioni di vecchia data del Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti (USDA), National Institutes of Health (NIH) e American Heart Association (AHA); queste organizzazioni importanti e prestigiose hanno speso miliardi per promuovere che gli individui dovrebbero ridurre significativamente l’elevato apporto di grassi saturi per combattere un caleidoscopio di rischi per la salute. Potrebbe essere che limitare l’assunzione di carboidrati, in particolare nelle forme altamente trasformate, porti a maggiori benefici per la salute, incluso il controllo del peso, rispetto alla riduzione dell’assunzione di lipidi?

Questo giro di boain uno dei testi più adottati e accreditati mi sembra una conferma che the times they are a changinge che la vecchia guardia e i dinosauri della nutrizione americanasi stanno estinguendo.

McArle, Katch e Katch non rischiano certo il loro prestigio e la loro immagine con opinioni personali o per seguire la riscoperta dei grassi e delle proteine che sta avvenendo in questo momento storico.

Essi si basano sulle seguenti pubblicazioni e meta-analisi, di cui anche i funzionari governativi, le associazioni professionali e gli ordini dei medici e dei biologi non possono più ignorare:

Li H, et al. Plasma trans-fatty acids levels and mortality: a cohort study based on 1999-2000 National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES)Lipids Health Dis2017;16:176.

Sloop GD, et al. Perspective: interesterified triglycerides, the recent increase in deaths from heart disease, and elevated blood viscosityTher Adv Cardiovasc Dis2018;12:23.

Wilczek MM, et al. Trans-fatty acids and cardiovascular disease: urgent need for legislationCardiology2017;138:254.

Ma le sorprese non finiscono qui!

Continuo a leggere e dopo poche pagine, sempre nel capitolo dedicato ai grassi leggo (avevo già letto questi lavori, ma ciò che conta è vederli citati su un libro di testo mainstreamamericano del 2019!)

High-Density Lipoproteins and Cancer Risk

A meta-analysis of 24 randomized controlled trials reported that for every 10 mg · dL−1increase in HDL cholesterol, cancer risk declined by 36%, with the relationship becoming even stronger after adjusting for demographics and other cancer risk factors. The researchers speculated that HDL might exhibit anti-inflammatory and antioxidant effects that reduce cancer risk or exert beneficial immune system effects that destroy abnormal cells with potential for tumor growth. Healthy lifestyle changes that raise HDL levels (eating a nutritious diet, increasing regular physical activity, maintaining a healthy body weight, and not smoking) also reduce the risk of chronic conditions associated with higher cancer risk.

Lipoproteine ad alta densità e rischio di cancro

Una meta-analisi di 24 studi randomizzati controllati riportava che per ogni 10 mg di dL-1 di aumento del colesterolo HDL, il rischio di cancro diminuiva del 36%, con il rapporto che diventava ancora più forte dopo l’aggiustamento per i dati demografici e altri fattori di rischio di cancro. I ricercatori hanno ipotizzato che l’HDL potrebbe esibire effetti anti-infiammatori e antiossidanti che riducono il rischio di cancro o esercitano effetti benefici sul sistema immunitario che distruggono le cellule anormali con potenziale crescita tumorale. Cambiamenti di stile di vita sani che aumentano i livelli di HDL (mangiare una dieta nutriente, aumentare l’attività fisica regolare, mantenere un peso corporeo sano e non fumare) riducono anche il rischio di condizioni croniche associate a un più alto rischio di cancro.

Questa volta quali sono le loro fonti scientifiche accreditate?

Kant AK, Graubard BI. A prospective study of frequency of eating restaurant prepared meals and subsequent 9-year risk of all-cause and cardiometabolic mortality in US adults. PLoS One2018;13:e0191584.

van Capelleveen JC, et al. Association of high-density lipoprotein-cholesterol versus apolipoprotein A-1 with risk of coronary heart disease: the European prospective investigation into cancer-norfolk prospective population study, the atherosclerosis risk in communities study, and the women’s health study. J Am Heart Assoc 2017;6;8.    


Bibliografia

[1]Aiello, L. C., & Wheeler, P. (1995). The Expensive-Tissue Hypothesis: The Brain and the Digestive System in Human and Primate Evolution. Current Anthropology, 36(2), 199-221. doi: 10.2307/2744104

Balter, M. (2008). AAAS annual meeting. How human intelligence evolved—is it science or ‘paleofantasy’?Science, 319(5866), 1028. doi: 10.1126/science.319.5866.1028a

Zuk, M. (2013).Paleofantasy. New York: Norton.

[2]Larsen, C S. 2015. Essentials of Physical Anthropology. W. W. Norton, Incorporated. 

Larsen, C S. 2017. Our Origins: Discovering Physical Anthropology. W.W. Norton.

[3]Porter, R. (1993). Diseases of Civilization. In W. Binum & R. Porter (Eds.), Companion Encyclopedia of the History of Medicine (Vol. 1, pp. 585-602). London: Routledge.

[4]Beppe Rocca. 2013. Gusto e Salute. Independently Published with Amazon KDP.

[5]Cordain, L. (2011). The Paleo Diet Revised. Hoboken NY: Wiley.

Eaton, B., Shostak, M., & Konner, M. (1988). The Paleolithic Prescription: A Program of Diet & Exercise and a Design for Living. New York: Harper and Row.

Eaton, B., Shostak, M., & Konner, M. (1989). Stone-Age Health Programme. New York: Angus and Robertson.

Eaton, S. B., Cordain, L., & Lindeberg, S. (2002). Evolutionary health promotion: a consideration of common counterarguments. Prev Med, 34(2), 119-123. doi: 10.1006/pmed.2001.0966

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Eaton, S. B., & Konner, M. (1985). Paleolithic nutrition. A consideration of its nature and current implications. N Engl J Med, 312(5), 283-289. doi: 10.1056/NEJM198501313120505

Eaton, S. B., Strassman, B. I., Nesse, R. M., Neel, J. V., Ewald, P. W., Williams, G. C., … Cordain, L. (2002). Evolutionary health promotion. Prev Med, 34(2), 109-118. doi: 10.1006/pmed.2001.0876

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Voegtlin, W. (1975). The stone age diet: Based on in-depth studies of human ecology and the diet of man. New York: Vantage Press.

[6]Beppe Rocca. 2013. Gusto e Salute. Independently Published with Amazon KDP.

[7]Keys, A. 2013. Seven Countries: A Multivariate Analysis of Death and Coronary Heart Disease. Commonwealth Fund Publications. Harvard University Press. 

[8]Beppe Rocca. 2013. Gusto e Salute. Independently Published with Amazon KDP.

[9]Taubes, G, and P Perucci. 2014.Perché Si Diventa Grassi(e Come Fare per Evitarlo). Sonzogno. 

Taubes, G. 2007. Good Calories, Bad Calories. Knopf Doubleday Publishing Group. 

[10]Taubes, G. 2016. The Case Against Sugar. Knopf Doubleday Publishing Group. 

[11]Price, W A, and T Nguyen. 2016. Nutrition and Physical Degeneration: A Comparison of Primitive and Modern Diets and Their Effects. EnCognitiv. 

[12]Yudkin, J, and R Lustig. 2012. Pure, White and Deadly: How Sugar Is Killing Us and What We Can Do to Stop It. Penguin Books Limited. 

[13]Strom, T K, B Fox, and G Reaven. 2002. Syndrome X: Overcoming the Silent Killer That Can Give You a Heart Attack. Simon & Schuster.

Reaven, G. M. 1988. Role of Insulin Resistance in Human DiseaseDiabetes. https://doi.org/10.2337/diab.37.12.1595.

[14]Kossoff, Eric H, Mackenzie C Cervenka, Bobbie J Henry, Courtney A Haney, and Zahava Turner. 2013. A Decade of the Modified Atkins Diet (2003-2013): Results, Insights, and Future DirectionsEpilepsy & Behavior: E&B29 (3). United States:437–42.

[15]Westman, E C, J S Volek, and S D Phinney. 2011. New Atkins For a New You: The Ultimate Diet for Shedding Weight and Feeling Great. Ebury Publishing. 

[16]Teicholz, N. 2015. The Big Fat Surprise: Why Butter, Meat and Cheese Belong in a Healthy Diet. Simon & Schuster. 

[17]McArdle, W D, F I Katch, and V L Katch. 2019. Sports and Exercise Nutrition. Wolters Kluwer Health/Lippincott Williams & Wilkins. 

[18]McArdle, W D, F I Katch, and V L Katch. 2019. Sports and Exercise Nutrition. Wolters Kluwer Health/Lippincott Williams & Wilkins. Capitolo dedicato ai Macronutrienti.